Lunedì, 28 Ottobre 2019 12:47

Thomas e la volontà di costruirsi il proprio futuro

Giovani, motivati e impazienti di scoprire cosa c’è per loro in Europa. Sono Ilaria, Thomas, Valentin ed Elisa, i 4 ragazzi che abbiamo selezionato per l’ #ErasmusPro, il nuovo Erasmus pensato per promuovere esperienze di formazione professionale «di lunga durata». Grazie al progetto di APRO Formazione “WAVES – Sail towards your future”, Ilaria, Thomas, Valentin ed Elisa stanno svolgendo il loro #ErasmusPro a Malta per 6 mesi, da ottobre 2019 a inizio aprile 2020. Ogni settimana, a turno, ci invieranno le loro impressioni.

 

Chi sono e perché ho partecipato al progetto

Mi chiamo Thomas, ho 19 anni e ho frequentato il liceo linguistico. Da sempre ho vissuto in un piccolo comune di mille abitanti in montagna in provincia di Torino. Più crescevo e più percepivo distintamente il peso di vivere a Roure, realizzando a malincuore che, se fossi restato lì, sarebbe stato incredibilmente arduo realizzare qualcosa di soddisfacente nella vita. Sentivo inoltre ogni giorno sempre più svilupparsi in me la necessità di partire e sentirmi parte del mondo, essere coinvolto in esso e nella sua evoluzione nonché costruirmi la mia vita indipendente. Allo stesso tempo, tuttavia, avevo anche il desiderio di non conformarmi e di seguire maggiormente il mio istinto. Proprio per questo decisi di non intraprendere il percorso universitario subito dopo il liceo, in quanto ammetto di non avere mai avuto le idee chiare sulla facoltà da scegliere. Percepivo chiaramente la necessità di fare qualcosa di diverso e testare il brivido di vivere e lavorare in un paese estero, con una lingua che non fosse la mia e circondato da persone con una cultura differente. Desideravo pertanto cambiare vita e partire in maniera indipendente, costruirmi una mia vita lontana dalle influenze delle persone che da sempre erano state presenti nella mia; volevo fare in modo che l’unico architetto della mia esistenza fossi stato io, distante dalle pressioni sociali e dai condizionamenti di amici e parenti. Certo, una cosa ambiziosa, ma indubbiamente rischiosa. Il mio proposito iniziale era quello di trasferirmi a Parigi, trovarmi un lavoro e una piccola stanza per dormire finché le cose (in particolar modo le finanze) non sarebbero cambiate e migliorate. Forse, però, non realizzavo quanto la cosa sarebbe stata poi difficile a livello pratico e psicologico.

Qualche mese più tardi ho avuto la fortuna di venire a conoscenza del progetto Erasmus Plus di Apro Formazione, che prometteva un soggiorno lavorativo di 6 mesi finanziato dall’UE in Germania, Malta o Spagna. Capii dunque di aver trovato il giusto compromesso per ciò che volevo fare (andare all’estero e vivere un po’ d’indipendenza) in aggiunta ad una giusta e meritata tutela, soprattutto economica. Partecipai alle selezioni e vinsi il concorso per Malta, il che mi ha reso incredibilmente felice (malgrado, detto sinceramente, abbia sperato fino all’ultimo per la Spagna).

La cosa che maggiormente apprezzo riguardo a questo progetto sono i certificati europei che riceveremo alla fine della nostra preziosa esperienza lavorativa. Un ottimo strumento per realizzare il mio progetto iniziale ed andare a Parigi o in un’altra grande città europea! Inoltre, sto anche facendo il mio tirocinio esattamente nell’ambito che mi interessava, vale a dire il digital marketing, un settore che non solo mi affascina particolarmente, ma che è anche in grande crescita e permette eventualmente di lavorare in maniera indipendente come freelance (un’opzione molto allettante sotto il mio punto di vista).

 

L’arrivo e le prime impressioni sulla convivenza

L’esperienza è cominciata con la conoscenza dei miei coinquilini e tutto si è prospettato sereno e pieno di emozioni intense. Ovviamente ero anche accompagnato da molte ansie, ma non per questo non pensavo a tutto ciò che di positivo mi sarebbe successo da lì a sei mesi.

Ciononostante, l’arrivo è stato un’esperienza vicina al traumatico. Siamo stati accompagnati nel nostro appartamento, e, a nostra sorpresa, ogni piano dell’edificio ospitava un gruppo di ragazzi come noi (facenti parte di progetti leggermente diversi dal nostro), tutti italiani e quasi tutti provenienti dalla Puglia. Il benvenuto che abbiamo ricevuto dentro il palazzo è stato in qualche modo un po’ troppo caloroso e ciò ci ha messo molto a disagio nonché molta inquietudine per l’avvenire. Fortunatamente, il caloroso benvenuto ci aveva soltanto fatto fraintendere la personalità dei nostri vicini, che poi si è dimostrata diversa da come ci eravamo aspettati. Senz’altro è stata una lezione che ci ha insegnato concretamente che le apparenze ingannano e che le prime impressioni spesso sono menzognere! Personalmente, sono successivamente riuscito anche ad instaurare delle belle amicizie con alcuni di loro, nonostante il 23 ottobre alcuni siano a malincuore rientrati in Italia dopo un soggiorno durato tre mesi.

Per quanto riguarda la convivenza vera e propria con i coinquilini, tutto sta procedendo molto bene. Stiamo condividendo moltissime esperienze e quasi tutte sono altamente positive, il che è molto appagante in termini di consolidamento dei rapporti. Tuttavia, a livello personale, ammetto che è frequentemente complicato riuscire a trovare dei momenti di assoluta tranquillità, dove ci sei tu e nessun altro. Noto infatti che, anche a casa dopo il lavoro, mi sembra di essere sempre coinvolto in una sorta di situazione sociale. Non vi è mai un momento dove posso abbandonare davvero tutte le preoccupazioni e i pesi che mi porto addosso. Alcune persone possono non avere problemi a riguardo, mentre per altre, più introverse ed indipendenti come me, è una sfida non indifferente. Di fatto non biasimo in alcun modo gli altri ragazzi. Penso semplicemente sia qualcosa a cui mi dovrò abituare. Il tempo sistema tutto e indubbiamente sistemerà anche il fatto di riuscire a essere sempre me stesso e fare cose senza dovermi per forza giustificare con persone che non conosco che da alcune settimane. Senz’altro tutto questo sarà qualcosa che mi cambierà molto profondamente a livello di carattere e crescita personale, pertanto sono contento di averlo fatto. Dopotutto questa è la vita; sono qui proprio per crescere, per vincere le mie paure e i miei complessi sociali e personali. Non si impara realmente senza l’esperienza diretta.

Spero che, in presenza di eventuali problemi seri, il dialogo, il rispetto e la comprensione possano sempre rappresentare la soluzione migliore.

Sono molto ottimista per il futuro.

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