Lunedì, 21 Ottobre 2019 08:31

In Erasmus PRO a Lipsia

Giovani, motivati e impazienti di scoprire cosa c’è per loro in Europa. Sono Caterina, Nikola e Francesca, i 3 ragazzi che abbiamo selezionato per l’ #ErasmusPro, il nuovo Erasmus pensato per promuovere esperienze di formazione professionale «di lunga durata». Grazie al progetto di APRO Formazione “WAVES – Sail towards your future”, Caterina, Nikola e Francesca stanno svolgendo il loro #ErasmusPro a Lispia per 6 mesi, da ottobre 2019 a inizio aprile 2020. Ogni settimana, a turno, ci invieranno le loro impressioni. Ecco le prime che hanno buttato giù in queste prime tre settimane all’estero.

Lipsia 09/10/2019

Mi presento, sono Caterina, una ragazza di 19 anni di Campo Tizzoro, un piccolo paesino nella provincia di Pistoia. A giugno mi sono diplomata al liceo linguistico F. Pacini, dove ho studiato per cinque anni inglese, spagnolo e tedesco.

Oggi è il mio terzo giorno a Lipsia, la città dove svolgerò i miei sei mesi di tirocinio in un asilo. Perché ho deciso di partire? Difficile da spiegare. Conoscete quella sensazione che vi assale quando percepite che una cosa fa per voi? Ecco, questo è quello che sentii quando la mia professoressa di tedesco mi parlò per la prima volta di questo Erasmus+. Credo nel “Carpe diem”, per questo decisi di afferrare al volo questa opportunità e mettercela tutta per ottenerla.

In questa prima settimana Nikola, Francesca ed io stiamo facendo diverse attività di orientamento con tre volontarie dalla Spagna, Romania e Francia e oggi abbiamo iniziato il nostro corso di tedesco con un'insegnante madrelingua.

Le mie prime impressioni sono molto positive, sembra che in questa città non ci sia davvero tempo per annoiarsi, visto il gran numero di attività che vengono giornalmente organizzate. Oggi, ad esempio, è un giorno molto speciale, perché ricorrono 30 anni dalla “friedliche Revolution”, una pacifica manifestazione che contribuì nel 1989 alla caduta del Muro e alla riunificazione della Germania. In ricordo, questa sera viene organizzata una “Lichtfest” che vedrà gli abitanti di Lipsia riuniti nel centro della città, accompagnati dalla luce di tante candele.

A presto!

Caterina 

 Lipsia 14/10/2019

Ciao, sono Francesca!

Sono una ragazza di 19 anni e abito a Cercenasco, un piccolo paese vicino a Torino. Ho frequentato e terminato il Liceo Linguistico di Pinerolo proprio quest’anno. Mi è sempre piaciuto viaggiare, conoscere nuove persone e culture diverse.

 Senza un’idea precisa del mio futuro, ma con il sogno di continuare a viaggiare e migliorare le lingue apprese a scuola, venni a conoscenza di Apro Formazione, la quale proponeva un bando ai neodiplomati. Decisa a partire, mi iscrissi subito, senza perdere tempo; feci il colloquio ed i vari test scritti, aspettai con ansia gli esiti, fino al giorno in cui ricevetti l’e-mail di conferma .. ero stata selezionata, destinazione Lipsia!

Ho deciso di partire per vivere quest’esperienza come una crescita personale, ma soprattutto linguistica. Ho deciso di partire per mettere alla prova la mia autonomia, ma allo stesso modo imparare a conoscere ed adattarmi a situazioni e modi di vivere diversi dai miei.

Sono arrivata a Lipsia il 7 ottobre 2019 e sono stata accolta da Fairbund, ente che insieme ad Apro ha organizzato questo Erasums+. Mi hanno dapprima ospitata nel loro ufficio per spiegarmi regole e stili di vita locali, poi mi hanno accompagnata nell’appartamento che sarebbe diventata a breve la mia casa.

Non ho perso tempo e mi sono subito intrufolata nel centro della città, un insieme di strutture antiche ed edifici moderni; tanti vicoli da scoprire ed un’ immensità di zone verdi in cui fermarsi a leggere un libro o fare una passeggiata.

E’ passata una settimana dal mio arrivo in questa città ed è quasi ora di iniziare a lavorare, il Kindergarten di Goyastrasse mi aspetta!

Lipsia, 21/10/2019

Mi chiamo Nikola e ho 20 anni. Sono nato in Macedonia, ma vivo in Italia dal 2006, quindi, considero l’Italia la mia casa. Infatti, anche la maggior parte dei miei parenti e dei miei amici vivono in Italia.  In questi 13 anni, ho vissuto sempre nello stesso posto… e con il passare del tempo mi sono innamorato del paesino in cui vivo. Mi piace tutto di esso: è calmo, è bello dal punto di vista naturalistico, le persone sono molto socievoli e non dista molto da Alba.

Sono un tipo a cui piacciono le avventure, mi piace scoprire cose nuove e soprattutto posti nuovi, specialmente luoghi belli dal punto di vista naturalistico. Mi considero una persona sportiva. Non riesco a stare fermo per molti giorni, chiuso in casa a giocare al cellulare o alla play come fanno i miei coetanei.

Quest’estate mi sono diplomato all’ Istituto Einaudi di Alba in ragioneria. In terza media ho preso questa decisione perché era il periodo in cui ho cominciato ad utilizzare l’e-commerce… e tra un ordine e l’altro, la soluzione dei problemi relativi magari alle spedizioni… mi sono appassionato del mondo del commercio e del marketing. Successivamente però, accadde qualcosa. Nonostante andassi benissimo in economia aziendale, capii che quel mondo non era adatto a me, infatti, purtroppo, ho deciso di dedicare meno tempo allo studio di questa materia. Intanto, pian piano mi sono appassionato alla letteratura. Allora ho pensato: ‘’ Perché non diventare professore d’inglese? ‘’ D’altronde, l’inglese è sempre stata una grande passione per me, mi piace lavorare con i giovani, e in questo modo potrei anche studiare la letteratura britannica e americana. Magari adesso vi state chiedendo: ‘’ Allora perché non ti sei iscritto all’università? ‘’. Bella domanda, la risposta è un po’ complicata… però cercherò di farla molto semplice. Non mi sono iscritto all’ università per vari motivi. Innanzitutto, preferirei fare l’università in un altro paese dell’ UE, in modo da poter entrare in contatto con un’altra cultura e intanto imparare anche un’ altra lingua. Sono convinto che quest’età sia quella giusta per fare un’esperienza del genere. Poi, volevo prendermi un anno free per fare il punto della situazione su alcune cose, scegliere con calma e cercare di essere accettato dall’ università che mi offre le migliori aspettative. Allora mi son detto: ‘’Perché non provi a fare questo colloquio, così se verrai preso andrai all’estero per sei mesi e potrai riflettere con calma’’. Così ho fatto, ed ora eccomi qua a Lipsia. Durante il colloquio, ho chiesto di venire in Germania (nel caso in cui fossi stato scelto), perché un’università che mi interessa molto si trova a Berlino. Essa offre un corso totalmente in inglese, che mi permette di studiare la cultura, società, storia e letteratura anglo americana. Oltre a ciò, agli studenti viene data la possibilità di studiare per sei mesi negli USA. Andare negli Stati Uniti per sei mesi sarebbe fantastico. Sono molto curioso di vedere come si vive laggiù (ovviamente so che non è come nei film). Un altro motivo per cui ho deciso di partire è perché voglio mettermi alla prova. Voglio vedere cosa si prova a stare lontano dalla famiglia e dagli amici. Come detto precedentemente, voglio avere del tempo per pensare e prendere delle decisioni senza farmi influenzare dagli altri. Voglio vedere come reagirò davanti a questa nuova sfida. Sì, sfida perché, a differenza delle altre due ragazze, io il tedesco non l’ho studiato a scuola; quindi, sono uscito dalla mia comfort zone e ce la sto mettendo tutta per impararlo adesso tra libri presi dalla biblioteca, internet e YouTube. Quindi, tutto sommato, considero questa scelta coraggiosa. Non so in quanti l’avrebbero fatta.

Nonostante il nervosismo del venerdì prima di partire, appena arrivato ero sollevato perché era andato tutto bene. Ovviamente mi sentivo un po’ strano e a disagio perché ero in una realtà nuova, della quale non conoscevo la cultura e la lingua. Tutto sommato però fino ad ora sta andando tutto bene. Per quanto riguarda le impressioni, ho capito che i tedeschi ci tengono molto al rispetto di alcune regole, ad esempio la puntualità. L’organizzazione, specialmente quella dei servizi pubblici, è ottima. Una cosa che mi ha stupito molto, in negativo devo dire, riguarda la privacy. Sono fissati con essa. Ad esempio, non vogliono che tu dica come si chiamano i tuoi colleghi quando parli con amici (ti chiedono di non dire il loro nome, di inventarlo… guai a te se ti scappa il loro nome e cognome per intero). Nonostante ciò, le persone con cui lavoro per ora sembrano socievoli e disposti ad aiutarmi, speriamo che ciò rimanga così anche in futuro.

Letto 167 volte