Lunedì, 04 Marzo 2019 13:03

VI RACCONTO IL MIO ERASMUS PRO #7

#ErasmusPro è il nuovo Erasmus pensato per promuovere esperienze di formazione professionale «di lunga durata». Grazie al progetto di APRO Formazione “WAVES – Sail towards your future”, Francesca, Carmen e Ludovica stanno vivendo il loro #ErasmusPro a Valencia per 6 mesi, da gennaio a luglio 2019. Ogni settimana, a turno, ci racconteranno come stanno vivendo questa esperienza.

Ciao a tutti, eccomi con un nuovo articolo.

Anche io, come Carmen, svolgo il mio tirocinio in un asilo nido che accoglie bambini da 0 a 6 anni; nel mio, a differenza del suo ci sono molte più aule, perché è la sede principale e quello di Carmen è la succursale.

Le aule sono:

-aula bebè= che accoglie bimbi di pochi mesi fino all'anno

-aula pesciolini (pececitos)= che accoglie bimbi dall'anno di età fino a 2 anni, nati da gennaio a giugno

-aula orsetti (ositos)= che accoglie bimbi dall'anno di età fino a 2 anni, nati da luglio a dicembre

-aula anatroccoli (patitos)= che accoglie bimbi dai 2 ai 3 anni

-aula farfalline (mariposas)= che accoglie bimbi dai 2 ai 3 anni

-aula apette (abejitas)= che accoglie bambini dai 3 ai 4 anni

-aula coniglietti (conejitos)= che accoglie bambini dai 4 ai 5 anni

-aula mucche (vacas)= che accoglie bambini dai 5 ai 6 anni

Le aule dei pesciolini /orsetti e quella degli anatroccoli/farfalline accolgono i bambini della stessa età perché sarebbe un’unica classe divisa in due, a causa del numero elevato di bambini. Le aule sono posizionate in modo che ognuna abbiamo l'uscita diretta al cortile interno, dove sono presenti case giocattolo, dondoli e la cesta delle palle.

Oltre alle aule appena descritte ne esiste una “speciale” chiamata aula Montessori. E’ una stanza con sedie, tavoli, scope giocattolo, bicchieri, tazze e molti altri oggetti che possano far sviluppare le capacità intellettive e manipolative dei bimbi, i quali giocano autonomamente senza che l’adulto suggerisca loro o li interrompa durante il gioco.

Una giornata nel mio asilo nido si sviluppa in questo modo: al mattino, appena arrivati, i bimbi vengono lasciati a giocare liberamente e le maestre nel frattempo tolgono dagli zaini la merenda, l’acqua, ed eventuali pannolini. Dopodiché, quando sono arrivati tutti i bimbi, si svolge l’assemblea, ovvero il momento in cui le maestre spiegano le stagioni dell’anno, il clima che c’è quel giorno (per esempio se piove o se c’è sole, se è nuvoloso o nevica), i giorni della settimana e infine si cantano canzoni inerenti agli argomenti appena citati. A seguire i bambini svolgono l’attività del giorno che può essere incollare pezzettini di carta, colorare dei disegni, tracciare delle linee per imparare a disegnare/scrivere ecc... Quando tutti i bimbi finiscono di fare la propria attività, si passa alla merenda di metà mattina e, subito dopo, al momento del gioco libero che stavolta può essere all’interno della classe con i giochi oppure all’esterno nel cortile. Successivamente, divisi per età, i bambini vanno in mensa a mangiare oppure aspettano che i genitori arrivino per prenderli; per i più piccoli che si fermano a mangiare, dopo il pranzo, è il momento del cambio dei pannolini e della nanna. Al pomeriggio ci si alza, si fa merenda e si torna a giocare liberamente per poi alle 17 andare a casa.

Le prime settimane di tirocinio sono state molto difficili perché, essendo nuova e anche straniera, non riuscivo a integrarmi, soprattutto quando le maestre spagnole parlavano con tirocinanti spagnoli: siccome non capivo tutto quello che si stessero dicendo, non entravo nei discorsi che facevano e mi limitavo a sorridere o cercare di capire più parole possibili. Pian piano andando avanti coi giorni, le maestre hanno iniziato a fidarsi sempre più di me e a darmi più confidenza, tanto che adesso quando hanno bisogno di una mano mi chiamano anche se non sono nella loro classe.

Con i bambini invece è stato tutto il contrario: sin dall’inizio non ho mai avuto problemi nell’interagire perché a loro non importa se sbagliavo a coniugare un verbo, bastava che mi sedessi per terra e giocassi con loro affinché si affezionassero. Penso che uno dei motivi per cui le maestre si siano iniziate a fidare sia proprio questo: hanno visto che con i bambini ci so fare e che non ho vergogna nel fare la stupida pur di farne ridere anche solo uno.

Devo dire che sono molto soddisfatta dei progressi che sto facendo dal punto di vista relazionale-lavorativo, ma sono enormemente contenta e vado molto orgogliosa del fatto che i bambini, anche se per alcune settimane non vado nella loro classe, come mi vedono mi salutano pronunciando il mio nome oppure corrono ad abbracciarmi (…le gambe perché sono piccolini) e darmi un sacco di baci. Questo penso che sia la mia vittoria più grande.

Ci sentiamo al prossimo articolo!

Ps: nell'ultima foto sono vestita per Carnevale da Cortes, cioè la mascotte della scuola

Francesca

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